mercoledì, 03 ottobre 2007
14:37

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NAPOLITANO, MANDA UN 'VAFFA' AGLI ABUSIVI DEL PALAZZO...

NAPOLITANO, MANDA UN 'VAFFA' AGLI ABUSIVI DEL PALAZZO...
Ottobre 2007

Il presidente della repubblica Giorgio Napolitano, nel corso di un meeting sull’informazione al Quirinale, da paterno ammiraglio del vascello Italia, ha avvisato i naviganti-giornalisti: evitate i “sensazionalismi”, le “rappresentazioni unilaterali della realtà”, le “denunce indiscriminate”, perchè “la situazione è pericolosa”. Partiamo da qui: se ci sono rischi per la nostra democrazia, il capo dello Stato farebbe bene a far qualcosina di più; rischiando, però, un autogol, visto che la riforma dei Servizi segreti (si fa per dire, un mostruoso pateracchio) varata dal governo è passata nel più assoluto silenzio dei media (ma quei discoli dei giornalisti, dov’erano?). Napolitano, insomma, tira le orecchie ad una categoria che - come denuncia a chiare lettere Jacopo Fo in questo numero della Voce - le orecchie, gli occhi, il naso, le mani e la coscienza li ha persi da un bel pezzo, scodinzolante come al solito verso il Palazzo e i suoi onorevoli inquilini ormai abusivi da un pezzo.

 

Ed è proprio per difendere il Palazzo e la sua Casta che dai bastioni arrivano le bordate contro la presunta “antipolitica” di chi ha il coraggio di denunciare ladri e malfattori di Stato. Scendono in campo i padri della patria, che una volta avevano il volto di un Berlinguer, uno Zaccagnini o un Pertini; e oggi le facce di un D’Alema («quando si attacca così la politica arrivano i militari»), o di un Latorre (c’era una volta, in casa Pci, un Pio La Torre morto sotto i colpi delle cosche, la colpa di aver firmato la legge - mai realmente attuata - per la confisca dei beni mafiosi), invece impegnato in conversazioni per scalate bancarie, e ora preoccupato di «una deriva fascista». Ma ci faccia il piacere, direbbe Totò. Il quale avrebbe centomila spunti, da un Mastella pronto a quotidiani cambi di bandiera, più vicino ai detenuti che ai magistrati - come ha dipinto Travaglio nel suo ritratto per Anno Zero - ad amici di Provenzano in occasioni di nozze e a sodali ceppalonesi oggi inquisiti per 416 bis dalla magistratura. E’ sensazionalismo questo? O non è sensazionale il fatto che un ministro che dovrebbe garantire rigore e trasparenza sia implicato in una serie di vicende bollenti e resti inchiodato alla poltrona? Non pare al presidente Napolitano che siano personaggi del genere a massacrare le istituzioni, e non chi ne denuncia le malefatte? Non ritiene, il capo dello Stato, che una buona volta i filestei debbano essere cacciati dal tempio che hanno ormai reso bordello e bivacco? Non pensa che la presenza di un Vito e un Pomicino in commissione antimafia sia un insulto a quella democrazia che solo a parole si vuol garantire? Lorsignori, però, quando sentono puzza di bruciato, che i muri del palazzo cominciano a scricchiolare, gridano alla congiura. Come capita per dalemiani e berlusconiani, stretti in un abbraccio continuo che dall’inciucio per la “non legge” sul conflitto d’interessi (fu il candido Violante ad ammetterlo sei anni fa in Parlamento: «abbiamo garantito a Berlusconi di non toccare le sue reti») arriva fino agli attacchi ai gip De Magistris e Forleo, colpevoli di voler accertare alcune responsabilità penali. Prove tecniche di Partito democratico, in fase di decollo? Una per tutte: in Campania in pole position per la segreteria regionale c’è uno dei fedelissimi di Antonio Gava (lo ricordate?) e vecchio arnese dc, Salvatore Piccolo, che si presenta come “il candidato della base”. Rosa Russo Iervolino, intanto posa in copertina per Donna Moderna. Con un saccheto della spazzatura in braccio? No, con un mazzo di rose. Ma vaffa...